Informazioni guida agli incroci azionari delle società del Ponte

La società di costruzioni Impregilo ha comunicato lo scorso autunno di aver sottoscritto la documentazione finanziaria relativa alla concessione di linee di credito per 250 milioni di euro da destinarsi alle prestazioni oggetto dell'affidamento al Contraente Generale per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina e dei collegamenti stradali e ferroviari annessi.

Il finanziamento verrebbe concesso a favore della Associazione Temporanea di Imprese (Impregilo in qualità di mandataria, Sacyr SA, Società Italiana Condotte, Cooperativa CMC, Ishikawajma-Harima Heavy Industries Co. e Aci Consorzio Stabile del Gruppo Gavio) da parte di Cassa Depositi e Prestiti, Banca Intesa, Bayerische Hypo - und Vereinsbank AG, (filiale di Milano), Banca Monte dei Paschi di Siena, West LB AG (filiale di Milano), Efibanca (Merchant Bank della BPI – Banca popolare Italiana ex Banca di Lodi) e Unipol Merchant Banca per le Imprese (Lega delle Cooperative).

La Bayerische Hypo - und Vereinsbank AG, secondo gruppo bancario tedesco, nel 2005 ha scelto di fondersi con l’UniCredit. Gli italiani hanno la leadership del nuovo
Gruppo bancario creato.

La Cassa Depositi e Prestiti è invece controllata per il 70% dal Ministero dell’economia e finanze (a riprova che è sempre lo Stato a finanziare la realizzazione del Ponte) e per un 30% da quasi tutte le Fondazioni delle Casse di risparmio italiane.

Secondo la trasmissione Rai Report del 2005 interamente dedicata al Ponte sullo Stretto di Messina, tra le banche che hanno dato il proprio sostegno alle società impegnate nel progetto Ponte, figura anche Carige.

Quando all’inizio 2005 prese il via l’inchiesta giudiziaria contro i vertici di Impregilo per falso in bilancio, falsa fatturazione e false comunicazioni sociali, tra i maggiori azionisti, oltre a Gemina, compariva Capitalia con il 3,32%.

Dopo l'ultima scalata alla società di costruzione risalente al novembre 2005 - l'odierno assetto di Impregilo vede in ordine IGLI (Argofin-Gavio, Techint-Rocca, Autostrade S.p.A.-Benetton e Investindustrial-Bonomi) con il 16,89%, Gemina (11,83%), Morgan Stanley (8,12%), BPM Banca Popolare di Milano (4,72%), Hbk Investments (2,29%), Newman Ragazzi & Co. (2,28%), Assicurazioni Generali (2,14%) e Lazard (2,01%). Capitalia sarebbe pertanto scesa sotto il 2% (in questo caso non esiste più l’obbligo di comunicazione alla CONSOB).

Un determinante “appoggio esterno” alle famiglie Gavio-Rocca-Bonomi-Benetton nella scalata al colosso delle costruzioni in gara per la realizzazione del Ponte è stato fornito da Efibanca (del gruppo BPI-Banca popolare Italiani Investimenti e dalla Società Italiana per Condotte d’Acqua.

È prevedibile che già a partire dai prossimi mesi l’azionariato di Impregilo subisca ulteriori modifiche, dato che la IGLI potrebbe rafforzare il suo controllo rilevando la quota Gemina, e che potrebbero fare ingresso nella società di Sesto san Giovanni la Fondiaria-SAI del cavaliere Salvatore Ligresti o la partner Società Italiana Condotte d’Acqua. Possibiler anche una fusione con il gruppo Astaldi, seconda maggiore società di costruzione in Italia ed “avversaria” nella gara per il General Contractor del Ponte sullo Stretto.

I soci di Gemina, ad oggi il cuore strategico-finanziario di Impregilo vedono Spafid S.p.A. (21,8%), società controllata da Miotir S.p.A. (la cassaforte della famiglia Romiti) e nominalmente dallo stesso Cesare Romiti; Mediobanca (12,5%) “salotto buono” della finanza italiana e per decenni feudo incontrastato del siciliano Cuccia; la Epifarind-Italmobiliare-Italcementi (5,1%) – Italmobiliare, azionista di minoranza della SES Gazzetta del Sud, è una società leader nel settore del finanziamento immobiliare e attraverso la controllata Italcementi è a capo delle maggiori aziende produttrici nel mondo di materiali da costruzione (cemento, calcestruzzo e inerti) - ; Premafin-Sai-Fondiaria (3%) del noto costruttore Salvatore Ligresti, anch’egli siciliano; le Assicurazioni Generali (2,3%); Capitalia (2,1%) e infine il Credit Suisse First Boston (2%).

Nel settembre 2005 si sono registrati nuovi cambiamenti azionari all’interno di Capitalia, tra i maggiori istituti creditori di Impregilo e azionista di rilievo di Gemina: nel patto di sindacato di Capitalia hanno fatto ingresso il gruppo di Carlo Pesenti (la Italmobiliare-Italcementi, altro importante azionista Gemina), la Fininvest del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, il gruppo farmaceutico Angelini e la Fineldo degli industriali Merloni.

La Società Italiana per Condotte d’Acqua è il terzo gruppo italiano di costruzioni in fatturato, interamente acquisito dai privati dalla ex IRI. Condotte è pure partner di Impregilo nella realizzazione dei lavori per l’Alta Velocità, il sistema Mose a Venezia e l’ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria.
Società Italiana per Condotte d’Acqua è controllata per il 98,85% dalla società Ferfina S.p.A., holding finanziaria di partecipazione; a sua volta, il 15% di Ferfina è controllato da Efibanca, società del gruppo BPL Investimenti.

Le Coop “rosse”, nella gara del Ponte sullo Stretto, hanno visto su schieramenti contrapposti i due gioielli più rappresentativi del settore costruzioni: la C.C.C. Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna (in associazione con Astaldi) e la C.M.C. Cooperativa Muratori & Cementisti di Ravenna (in associazione con Impregilo). Con la grave “anomalia”, sempre tutta italiana, che proprio la C.M.C. di Ravenna risulta essere una delle 240 associate, la più importante, della cooperativa “madre”, C.C.C. di Bologna. Ciò comporterebbe la violazione delle normative europee e italiane in materia di appalti pubblici, le quali escludono espressamente la partecipazione ad una gara di imprese che "si trovino fra di loro in una delle situazioni di controllo", ovverossia di società tra esse "collegate o controllate".

CCC, CMC e le altre coop rosse detengono congiuntamente il 100% di Holmo, la cassaforte finanziaria della Lega che a sua volta controlla il 51% di FINSOE (Finanziaria dell’economia sociale), azionista di maggioranza di Unipol (50,2%). Vicepresidente di Holmo è da un mese, appunto, Piero Collina, presidente della CCC. Da segnalare come in FINSOE sia presente il Gruppo Monte dei Paschi di Siena (39%) e Hopa (Gnutti) con il 5%. A sua volta Unipol, Hopa e altri piccoli gruppi bancari controllano il 30,86% della BNL-Banca Nazionale del Lavoro. Insieme a BPI, Gavio e Deutsche Bank, Unipol ha tentato la scalata alla stessa BNL (congiuntamente già ne controllano il 50,91%). L’8,7% della BNL è in mano alle Assicurazioni Generali.

In sintesi:

a)Un gruppo, Benetton, azionista di Impregilo, che controllando parte del mercato del tessile e del vestiario può essere oggetto di campagna di boicottaggio diretto degli acquisti. Benetton, inoltre, attraverso Edizione Holding, controlla il 57,1% della catena di ristorazione autostradale Autogrill S.p.A., anch’essa possibile oggetto di campagna boicottaggio.
b)Tre gruppi bancari azionisti di due società presenti nel gruppo General Contractor del Ponte: BPM- Banca popolare di Milano e Capitalia per Impregilo ed Efibanca – Banca Popolare Italiana per Società Condotte d’Acqua.
c)Due gruppi bancari (Banca Unipol e BNL), di cui è azionista, attraverso Holmo-FINSOE, una terza società presente nella cordata General Contractor (la CMC – Cooperativa Muratori Cementisti di Ravenna).
d)Sette gruppi bancari (Cassa Depositi e Prestiti, Banca Intesa, Gruppo Monte dei Paschi di Siena, UniCredit, Efibanca-Banca Popolare Italiana, Banca Unipol, Carige) che hanno espresso disponibilità a finanziare le operazioni della cordata a guida Impresilo relative alla realizzazione del Ponte sullo Stretto.
e)Un gruppo assicurativo (Assicurazioni Generali), azionista di Impregilo e anche di Gemina (gruppo finanziario a sua volta secondo importante azionista di Impregilo).
f)Un gruppo assicurativo (Unipol), di cui è azionista, attraverso Holmo-FINSOE, la CMC di Ravenna.